Il ponte del pizzo

LUOGHI VILLANOVESI

Il ponte del pizzo ( o dazio )
Tutti sanno dove si trova a Villanova il ponte del “pizzo” , o dazio, anche se la dicitura in dialetto villanovese farebbe pensare ad altro.

Fin dal medioevo, per il transito su determinate strade, camminamenti e, in particolare sui ponti, si pagava un pedaggio che aumentava se chi transitava portava con se delle merci, le quali venivano valutate in base al peso e alla qualità: nel caso del ponte di Villanova poi, il dazio sulle merci aumentava se chi transitava era diretto a Motta dei Conti o proveniva da tale paese (rimando ad altro articolo la spiegazione di come si siano manifestati, nel tempo, i contrasti tra “vilanoveis e motin”).

Gli storici spiegano la motivazione del pedaggio con il fatto che, dal Medioevo fino alla nascita degli Stati nazionali, chi si occupava della costruzione di infrastrutture erano dei privati: Conti, Marchesi, o molto più avanti, ricchi mercanti, banchieri o finanzieri.
Pertanto, chi si caricava delle spese infrastrutturali in qualche modo voleva rientrare da tali spese: in questo modo venivano applicati dei dazi o pedaggi al transito sulle principali strade o ponti di un certo territorio, tassando, in particolare, le merci più costose (ad esempio , sulla Porta-Ponte di Ivrea, il conduttore di un cavallo carico di biada pagava, attorno al 1300, un 1 soldo imperiale di pedaggio ). Solamente con la nascita del concetto di “bene pubblico” , e quindi con la nascita degli Stati nazionali, tra la prima e la seconda metà dell’800, l’esigenza del dazio viene a cadere.

Per quanto riguarda il villanovese ponte del “pizzo”, infatti, pare che gli ultimi pedaggi siano stati pagati nei primi decenni dell’Ottocento.

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